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29/04/2008

Il libro dell’anomalia o la trilogia anomala



Il libro dell’anomalia, redatto in prosa poetica, è il racconto di un salvataggio e diverrà, probabilmente, quello di un’evasione. Nella narrazione, mi sono rivolta a una persona chiamata Anomalia – di cui divento presto l’interprete, poiché, modellata dal suo isolamento, questa pratica un lingua strana... e ininterrotta.

Nel mio percorso di scrittura, raggiunge il mio personaggio – “dal presente al presente tramite il dono” – che le avrò fatto si me – di una donna – all’altra – o da un sentimento di perdizione alla certezza di una salvezza. Questo testo è la traduzione di un simbolismo forte, alla ricerca di una donna, virtuale ma vitale, tramite il superamento delle immagini – evocatore di ciò che separava Eva da Maria, e ancor di più di ciò che le unisce.
 
Questo libro recita un sistema di valori non stabiliti; facendo ciò, crea un vettore di luce interiore, atta alla salvaguardia della vita, con l’implicazione di morire a se stessi. Dovremmo prendere l’onda – sicuri che arrivati al largo – una terra ci avrebbe sorriso – da un’ennesima dimensione, ancora molto reale... Questo libretto, in volume, non è da cavalcare, essendo già un primo passo verso l’avvenire che si sceglie di fare insieme – nella solitudine della lettura.
 
La storia presente – al centro del libro dell’anomalia – racconta la vita, ancora condivisa, di un cuore che batte, e vile, la paura di considerarsi parlante, rivelandosi ricca di troppi atti mancati... Bastava tuttavia ascoltarsi, e volere ciò che qui fa la narratrice – dal principio alla fine stancata da un ricorso al linguaggio sterile, suscettibile di rinchiudere anime belle...
 
Lo stile ricorda una litania silenziosa, che si accontenta di immagini, nella ricerca di una bellezza passata che si mostrava – permettendo di esprimervisi. Risulta da questo libro una possibile lettura di ciò che sarebbe inscritto ‒ in una sorta di dialogo nell’intimo profondo, provando a passare in un’apertura alle parole presenti, così come nella necessità assoluta di trattarle come materia viva, ma seconda...
 
Il “libro” è dunque quello di Anomalia – ragazza resa al suo stato selvaggio, maltrattata – nella sua incapacità di rifiutare la parola dell’altro, con ciò che essa rappresenta della sua realtà sociale attraverso un prisma interiore…
 
Anomalia è il nome ricevuto, nel suo percorso coraggioso di riappropriazione di se stessa – piena, di ciò che si sente del suo desiderio del mondo, a causa dell’altro – che l’aspetta, travolge e fa infine rivivere, della credenza che essere anomala apre alla felicità dell’infinito – senza seppellire viva, ricoperta della vergogna di scemare in piedi, ma restituendo il suo cuore al suo dovere di bocca – questo storico di vita plurale, di ciascuno…
 
“Il mio libro si legge in un pieno, a partire dal vuoto – una sorta di roccia ossuta – o melodia...”
 
Attraverso il suo primo libro, la voce dell’anomalia si è aperta un varco – verso il largo delle sue altre parole. Il nuovo spazio orienta – ancora vergine – la sua ricerca di stile, mentre una poesia prodiga la struttura, e il nuovo supporto che la trasporta... Tutto è sempre permesso: una pienezza del bambino, dell’istante – riempie del suo felice seguito, poiché si avvicinava alla sua fine della ricerca navigabile, varcando l’orizzonte visibile del suo solo universo segreto. A mi-parcours apre la via delle parole al suo altro – grandezza naturale, il cui incontro si perfeziona Au milieu des chants...


Texte traduit en italien par Camilla Diez.